Camino a bioetanolo: non solo risparmio energetico
C’era una volta il camino. Ma per fortuna, anzi... per i fortunati che l’hanno in casa, questo vecchio, affascinante e romantico sistema di riscaldamento esiste ancora oggi!
Quante favole raccontate davanti al camino acceso? Quanti momenti di raccoglimento, di intimità, di tranquille letture o di piacevolissime chiacchiere? Non c’è nulla di paragonabile al senso di “casa”, all’atmosfera allegra e fuori dal tempo che riesce a dare un camino.
Certo, in città è sempre meno diffuso. E chi ce l’ha, si deve prendere la briga di pulirlo, di mantenere la canna fumaria in funzione, di procurarsi la legna e così via. E tuttavia... gli sforzi sono ampiamente, anzi caldamente ricompensati.
Siamo a gennaio: il freddo natalizio è passato, ma in quest’anno di forti gelate in tutto il mondo, di certo i possessori di un camino lo useranno a tutto spiano per il resto del mese e per febbraio (in Italia i giorni più freddi possono ancora arrivare... i famosi “giorni della merla”!).
Resta un dilemma: camino a bioetanolo o camino a legna?
Gli amanti del minimalismo, quelli che non hanno modo di installare una canna fumaria, quelli che detestano l’odore del fumo della legna o che temono cenere e fuliggine possono optare per un camino a bioetanolo, che utilizza un combustibile liquido, ecologico e prodotto dalla fermentazione di sostanze vegetali.
Il bioetanolo è un alcool assoluto che deriva dalla fermentazione degli zuccheri ottenuti da prodotti agricoli e forestali come cereali, canna da zucchero, patate e banane e vinacce.

Il bioetanolo è rinnovabile, è più economico di molti combustibili e più ecologico in quanto le emissioni di anidride carbonica possono essere ridotte fino all’80%.
Può derivare da:
Coltivazioni di mais, sorgo, orzo, bietola, e canna da zucchero
Residui di coltivazioni agricole e forestali
Eccedenze agricole temporanee e occasionali
Residui di lavorazioni delle industrie agrarie e agro-alimentari
Rifiuti urbani
Riscaldarsi con un camino a bioetanolo significa non dover fare i conti con tonnellate di legna da trasportare e da stivare dal momento che il bioetanolo viene conservato in pratiche bottiglie; inoltre un camino di questo tipo, al di là della sua utilità, è costruito all'insegna del design e disponibile in svariati modelli, alcuni addirittura possono essere collocati in posti diversi dell'ambiente in cui sono inseriti.
Orientativamente per un camino a bioetanolo si possono spendere dai 500-600 euro fino a 5.000-6.000 euro e oltre.
Naturalmente per molte persone il vero camino è quello a legna. Installare una canna fumaria è un procedimento fondamentale e complesso, essenziale per garantire un corretto funzionamento del camino stesso.
Ed ecco un vademecum sui tipi di legna con cui possiamo riscaldarci.
Noce. È un legno pregiato, un combustibile eccellente e sprigiona un aroma intenso. Però è difficile da reperire, se non come scarto di falegnameria.
Quercia. Esiste nei tipi di rovere, cerro e leccio. Brucia lentamente e ha il pregio di mantenere costante la fiamma.
Castagno. Nonostante sia molto diffuso, in realtà è poco adatto al riscaldamento, in quanto provoca molto fumo.
Faggio. Piuttosto comune, è un buon combustibile compatto, caratterizzato da una lenta bruciatura.
Betulla. Si tratta di un legno morbido, da sfruttare soprattutto nella prima fase di accensione, poiché brucia molto rapidamente.
Olmo. È un ottimo combustibile e brucia lentamente.
Pino. È un discreto combustibile, ma provoca molto fumo in fase di accensione.
Olivo. Un combustibile eccellente, in grado di bruciare anche quando non è secco. Inoltre i rami emanano deliziosi profumi aromatici. È l’ideale anche per cuocere i cibi.
Ciliegio e alberi da frutto. Si tratta di legni duri perfetti per il riscaldamento: bruciano lentamente, provocano poco fumo e rilasciano aromi allettanti.
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